
Domande frequenti sulle pratiche commerciali
Le domande che riceviamo più spesso da imprenditori, ristoratori e gestori di attività a Roma.
Quanto tempo serve per aprire un ristorante a Roma?
Dal sopralluogo iniziale all’apertura effettiva, mediamente 60-90 giorni. Il tempo dipende dalle pratiche richieste: SCIA commerciale, eventuale cambio destinazione d’uso del locale, pratica antincendio se sopra 100 posti, parere ASL, autorizzazione insegna. Lavorando in parallelo riduciamo significativamente i tempi rispetto a pratiche affrontate in sequenza.
Serve l’autorizzazione per mettere un’insegna a Roma?
Sì, sempre. Anche le insegne non luminose richiedono autorizzazione amministrativa al Municipio competente. Nelle zone di pregio architettonico e nei centri storici serve anche il parere della Soprintendenza. Senza autorizzazione si rischiano sanzioni e l’obbligo di rimozione, con costi non recuperabili.
Posso mettere tavolini all’esterno del mio bar o ristorante?
Sì, attraverso pratica di OSP (Occupazione di Suolo Pubblico). Va presentata al Municipio specificando dimensioni, tipo di arredi (tavolini, sedute, ombrelloni, dehor strutturati), tempi di occupazione. Comporta il pagamento del canone occupazione che varia per zona, ampiezza e durata. Per dehor strutturati può servire anche parere Soprintendenza nelle zone vincolate.
Per vendere alcolici serve un’autorizzazione speciale?
Sì, oltre alla SCIA di apertura serve autorizzazione amministrativa specifica per la somministrazione di bevande alcoliche, con dichiarazioni del titolare e adempimenti verso l’Agenzia delle Dogane. Per la vendita di superalcolici (oltre 21 gradi) ci sono vincoli ulteriori in alcune zone della città.
Devo registrare il marchio del mio negozio?
Non è obbligatorio per aprire, ma è fortemente consigliato per tutelare il nome commerciale. Senza registrazione, un altro può registrarlo prima di te in territorio italiano o europeo, costringendoti potenzialmente a cambiare il nome. Il deposito presso UIBM costa relativamente poco e dura 10 anni rinnovabili.
Cosa cambia se cambio destinazione d’uso del locale?
Aprire un ristorante in un locale ex-ufficio richiede cambio destinazione d’uso edilizia, che a Roma è una pratica con tempi propri e oneri concessori da calcolare. Va affrontata prima delle altre pratiche commerciali, perché senza la corretta destinazione d’uso il SUAP non accetta la SCIA. Verifichiamo sempre la compatibilità urbanistica del locale prima di tutto il resto.
